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Maria Pina Bentivenga – Incisioni

di Katya Madio

La personale di Maria Pina Bentivenga, visitabile presso la Galleria del Circolo “La Scaletta” di Matera, evidenzia le ultime ricerche stilistiche raggiunte dall’artista. La mostra presentata da Giorgio Trentin e Duilio Rossoni, ospita anche la cartella di acqueforti originali “Valichi” recentemente editata.

La completezza delle opere esposte, la creatività e l’atmosfera di sogno che pervade le composizioni hanno suscitato vivo interesse nei visitatori. I segni dell’arte incisoria diventano scrittura febbrile nell’opera dell’artista che centellina sapientemente i tratti dando vita a paesaggi solitari, aspri, “solenni”, costituiti da “tormentate e scheletriche strutture” in cui la notevole padronanza del processo tecnico dà vita a una serie di acqueforti meravigliose e intensamente coinvolgenti. La visione ci riporta, immediatamente, ai paesaggi lucani, scevri di sfarzosità e così solitari e lontani dal tempo. Non solo esiste un dialogo tra le opere ma la forza dell’idea che le ha generate accompagna il percorso del visitatore. Andando dall’una all’altra ne percepiamo le differenze ma prevale il costante sentimento di forza e concentrazione; quello che ha guidato il cuore dell’artista, la sua mente e la sua mano, che con abilità e pazienza ha cercato e strutturato nuove ambientazioni. Il chiaroscuro delle acqueforti accentua la solitudine che avvolge i fitti rami filiformi degli alberi che come sottolinea il Presidente degli incisori veneti, Giorgio Trentin, arrivano a fondersi, amalgamandosi nel processo formativo della materia.

Maria Pina Bentivenga nasce a Stigliano (MT) nel 1973, dove consegue il diploma presso l’Istituto Magistrale nel 1990. Nel 1991 si trasferisce a Roma per iniziare i suoi studi artistici nel corso di pittura dell’Accademia delle Arti. Il suo approccio con l’incisione inizia nel 1993 sotto la guida di Duilio Rossoni. Dal 2003 è membro dell’Associazione Incisori Veneti. Vive e lavora a Roma dove insegna Tecniche grafiche Speciali presso la R.U.F.A (Rome University of Fine Arts) – Libera Accademia delle Belle Arti di Roma.

Come afferma il maestro Chillida, “la mano possiede un mistero che non dipende solo dal cervello”; nelle sue opere la Bentivenga, infatti, riesce sapientemente a rappresentare e formulare i concetti legati alla ricerca di limite, vuoto, spazio, equilibrio, luce. Concetti che interagiscono tra loro e sono soggetti al materiale ma anche allo spettatore, alla sua posizione, sensibilità, tatto.

Questa mostra ci permette di dare uno sguardo ravvicinato sull’intero processo creativo della Bentivenga, sulla sua tecnica e sull’uso dei materiali, non propriamente classici per il visitatore, ma che l’artista affronta con poesia, rendendoli unici e sacri, catturandoci in una sorta di cerchio magico generato durante il tutto percorso espositivo.