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Segni d’Arte

di Mauro Buonocore

È tutta una questione di segni. Un segno è qualcosa che si utilizza per riferirsi a qualcos’altro, un oggetto (o un evento, un’azione) a cui si ricorre per rappresentare, raccontare, chiarire. I segni quindi possono assumere forme innumerevoli, possono farsi parola, avere la materia di una pennellata o di una linea d’inchiostro, oppure possono consistere nel solo momento di un gesto. Sono segni una risata e una lacrima, uno sguardo e una linea graffiata su una lastra di rame. Messi poi vicini, uno accanto all’altro, ci offrono un discorso di parole, ci descrivono un paesaggio di forme e colori, una visione improvvisamente affacciatasi alle finestre della fantasia, una storia di studi letti sui libri e di ricordi vissuti in prima persona. E da alcune delle innumerevoli forme che hanno i segni, si compone il cammino che Maria Pina Bentivenga percorre sulle strade dell’arte.

Servirsi di qualcosa per riferirsi a qualcos’altro, dicevamo: qui la definizione del segno. E qui l’occhio ritrova le tele sulle quali il pennello di Maria Pina fa correre strisce di colore. Oggetti già usati, paesaggi percorsi e architetture già viste si ritrovano nei suoi quadri attraversati da una trasformazione che ne fa geometrie fissate sulla tela, che li riporta nell’arte di un altro mondo. Nature morte di maschere, scorci del Colosseo e fiori rinsecchiti su una scrivania svestono i loro abiti quotidiani per rivelarsi a una visione che ci racconta qualcos’altro dalla loro abituale natura e, per il solo fatto di mostrarceli rappresentati, ci rivela un’altra loro identità che corre dritta all’essenza delle forme.

E ancora segni, linee, tratti. Quelli con cui la mano di Maria Pina graffia il metallo delle lastre, quelli che l’acido scolpisce nelle lastre di metallo e che la tecnica (acquaforte, sempre acquaforte, solo acquaforte) riproduce nelle stampe. Visioni, figure, forme sempre familiari, sempre conosciute negli oggetti dalle sembianze intriganti o nei paesaggi lucani, nei Sassi di Matera che si arricchiscono dei personali voli dell’immaginazione prima di fissarsi sul foglio di carta nella composizione minuziosa e complessa di mille e mille segni.

Le pennellate sulla tela, i tratti che compongono un’incisione, la tecnica del fare. Queste sono solo delle piccole parti attraverso le quali si può raccontare Maria Pina Bentivenga e la sua opera. Il suo modo di lasciare il segno assume forme diverse: colore, linea, forma, occhio che guarda, mano che segna. Tutti indizi, questi, percorsi da una sola e unica identità che ne fa segni d’arte.